Programma Scientifico / 5 Luglio / Sessioni parallele 16:00 - 17:30

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Oltre la solitudine: vecchi sbagliati si diventa da bambini?  

Ferdinando SCHIAVO 

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Ferdinando SCHIAVO

Neurologo, ex ospedaliero, autore del volume “Malati per forza: Gli anziani fragili, il medico e gli eventi avversi neurologici da farmaci." Consigliere dell’associazione ONLUS DEMAISON.



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Oltre la solitudine: vecchi sbagliati si diventa da bambini?  

Nello scenario attuale dominato dall’invecchiamento della popolazione mondiale le malattie neurodegenerative, tra cui spicca il ruolo delle demenze, stanno assumendo una forte rilevanza sanitaria, sociale, assistenziale ed economica. Nel luglio del 2017 una commissione internazionale voluta dalla prestigiosa rivista medica The Lancet ha identificato in tutto nove fattori di rischio modificabili per ridurre (preferisco rinviare) i casi di demenza, Alzheimer compreso, di oltre un terzo (circa 35%). Gill Livingston ed altri 23 esperti internazionali hanno ufficialmente aggiunto due “nuovi” fattori di rischio per demenze, la sordità e la scarsa socializzazione (la solitudine “amara”, amo chiamarla!), al preesistente elenco noto dal 2011 che ne riportava sette: da quel momento diabete mellito, ipertensione arteriosa e obesità in età adulta, fumo, depressione, bassa scolarità, sedentarietà hanno altri due compagni di sventura! Nei soggetti anziani, la solitudine (non desiderata, cercata, voluta, accettata)finisce per associarsi a una riduzione significativa della qualità di vita, oltre che dell’aspettativa di vita. E’ solitudine amara anche quella di chi sente le parole ma non le capisce per la presenza di sordità.Quando cominciare a impegnarsi allora con la prevenzione? La risposta corretta è: quanto prima, sin da piccoli! Vecchi sbagliati si diventa da bambini. Tuttavia, essere poveri da bambini e ragazzi, specie quando si combina con una bassa istruzione dei genitori, incide negativamente sulla salute e sullo sviluppo cognitivo, trasformando così le disuguaglianze di partenza in disuguaglianze di destino.



In the current scenario dominated by an aging world population, neurodegenerative diseases, among which dementia stands out, are becoming an important health, social, welfare and economic issue . In July 2017, an international commission created by the prestigious medical journal the Lancet identified a total of nine modifiable risk factors to combat dementia, including Alzheimer (I prefer to say to postpone). Gill Livingston and 23 other international experts have officially added two "new" risk factors for dementia: deafness and poor socialization (the "bitter" solitude, I love to call it!), The existing list of seven factors established in 2011: diabetes, mellitus, arterial hypertension and obesity in adulthood, smoking, depression, low levels of education, sedentary lifestyles now have two other companions of misfortune!
For the elderly, loneliness (unwanted, sought, desired, or accepted) ends up being associated with a significant reduction in the quality of life as well as a reduction in life expectancy. It is also a bitter loneliness for those who hear the words but do not understand them due to deafness.
So when is it time to start prevention ? The correct answer is: as soon as possible and from an early age! Old peoples' lifes can go wrong in childrenhood.
However, being poor with children and young people, especially when combined with low parental education, adversely affects health and cognitive development, thus transforming the initial inequalities into inequalities of the person's destiny.